Un nuovo sviluppo è possibile

Un nuovo sviluppo è possibile

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Bisogna partire dalla realtà e dalla piena consapevolezza che il vecchio modello industriale su cui era basata l’economia di Porto Torres è definitivamente tramontato.

Dobbiamo guardare ad una nuova prospettiva, mettere in campo una proposta forte, una proposta che si ponga obiettivi chiari e perseguibili. Oggi è indispensabile dare vita ad un progetto complessivo di sviluppo, che guarda alla riconversione ed all’insediamento di nuovi settori produttivi a basso impatto ambientale che siano capaci di creare ricchezza e occupazione. Porto Torres è ancora un luogo ambito da chi fa industria. La città deve avere il coraggio di superare la fase storica della monocoltura industriale della chimica di stato per entrare senza paura nel futuro.

Al mondo del lavoro e dei lavoratori continueremo a dedicare gran parte delle nostre energie, nella consapevolezza dei limiti che la sfera di azione di un’Amministrazione Comunale può avere, ma nella certezza che ogni sforzo debba essere in ogni caso compiuto per creare nuova occupazione e difendere quella che c’è.

Fare industria si può e si deve, ma nel segno della sostenibilità ambientale: lo sviluppo deve essere accompagnato da un rapporto equilibrato tra l’industria, l’ambiente, innovazione tecnologica e rispetto del territorio. 

L’esempio di altri paesi industrializzati (Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti) dove la produzione manifatturiera è in ripresa nonostante l’alto costo del lavoro insegna che ci può essere sviluppo se i prodotti si basano sull’innovazione La chiave del successo è accompagnare il declino dell’industria “tradizionale”, favorendo lo sviluppo dell’industria dell’innovazione.

Porto Torres poteva essere il primo esempio in Italia di tentativo di reindustrializzazione di un grande sito industriale, con processi di bonifica in corso, attraverso la realizzazione di impianti di produzione di bio lubrificanti e bio plastiche da materie prime naturali e non più da petrolio.

Il progetto Matrica poteva rappresentare una nuova opportunità se accanto agli impianti pilota della bio-raffineria fossero state realizzate nuove forme di sviluppo, arricchendo la proposta industriale attuale e inquadrandola in un piano di sviluppo che preveda il completamento della filiera, quella “discesa a valle” la cui mancata attuazione fu tra le cause del fallimento del progetto petrolchimico.

Un serio impegno istituzionale dovrà offrire un pacchetto di misure che ne favoriscano lo sviluppo, ponendo le basi per la creazione delle varie filiere necessarie a chiudere il ciclo delle produzioni. Per ottenere questo straordinario risultato abbiamo bisogno di essere accompagnati da politiche nazionali e regionali a sostegno di questo nuovo modo di fare manifattura, finora non sufficienti, ma anche dalla costruzione di una filiera di approvvigionamento tutta locale e dal completamento del risanamento ambientale di tutto il resto del sito di interesse nazionale di Porto Torres, ancora oggi al palo.