Piano Strategico per i Beni Culturali.

Piano Strategico per i Beni Culturali.

Negli anni passati si è fatto un gran parlare di valorizzazione del patrimonio archeologico-monumentale della nostra città e di una riconversione dell’economia turritana che avrebbe dovuto far leva sull’immenso giacimento culturale che possediamo.

Tante parole ma la situazione attuale purtroppo è invece questa:

1) la vastissima area archeologica di Turris Libisonis è depotenziata e non sfruttata appieno a causa della mancata stipula, dopo anni di attesa, di un accordo fra il Polo Museale, la Soprintendenza Abap e il Comune, affinché questa diventi di fatto, anche giuridicamente, un Parco Archeologico;

2) la Torre aragonese, unica in Sardegna per la sua forma e porta d’accesso per chi arriva in città, è da anni inagibile e le sue condizioni di degrado sono lo specchio della scarsa considerazione avuta nei confronti dei nostri monumenti;

3) la Basilica di San Gavino, gioiello dell’architettura romanica e unica in Italia (!), è vittima di un progressivo e inesorabile decadimento che ha portato a pericolosi crolli: nonostante i continui appelli e i richiami degli organi di stampa nulla è stato ancora fatto. Stessa sorte ha subìto lo storico muraglione posto di fronte alla Basilica;

4) la chiesetta di Balai Vicino, punto di riferimento per il culto dei Martiri Turritani, da anni è oggetto di infiltrazioni delle acque meteoriche e necessita di urgenti interventi di restauro e consolidamento strutturale;

5) nella zona industriale, il maestoso nuraghe Nieddu e la vicina Casa dei Padri Gesuiti, concessi da Syndial al Comune, dopo un’edizione di Monumenti Aperti sono stati completamente dimenticati e non sono fruibili;

6) un simbolo della nostra città come il Ponte romano e l’area circostante versano in un evidente stato di abbandono ed il delicato progetto di restauro della struttura è ancora alle fasi preliminari;

7) l’imponente necropoli preistorica di Su Crucifissu Mannu, meta di numerosi turisti, dopo tanti anni non è stata ancora acquisita al patrimonio pubblico e, rimanendo di proprietà privata, non può essere adeguatamente valorizzata.

Questo lungo elenco potrebbe continuare e, se a ciò aggiungiamo la recente chiusura della Sede Operativa della Soprintendenza, fondamentale per la tutela e conservazione del nostro patrimonio, è facile capire che così non vi siano le condizioni per creare un adeguato indotto economico e nuovi posti di lavoro che ruotino attorno al settore dei Beni Culturali.

È necessario un cambiamento, concreto, immediato, adottando anche strumenti semplici e già collaudati che consentano di far diventare REALMENTE e non solo a parole questo settore uno dei volani cardine per la riconversione della nostra economia.

QUALI sono le azioni da mettere in campo e COME si può concretamente realizzarle?

Attraverso un Piano Strategico per i Beni Culturali.

Che cos’è e cosa prevede?

Il Piano Strategico per i Beni Culturali è un progetto operativo di riordino e razionalizzazione delle risorse legate alle emergenze storico-archeologiche e monumentali presenti nel territorio di Porto Torres.

– Nasce con l’esigenza di risolvere le criticità esistenti nei diversi siti archeologici e monumentali con azioni mirate, portate avanti in sinergia con gli Enti competenti in materia, che servano ad assicurare la massima valorizzazione possibile del nostro patrimonio, patrimonio che ha caratteristiche uniche in Sardegna per vastità e complessità.

– Prevederà la creazione di un sistema nel quale:

a) l’attuale numero di siti archeologici fruibili a fini turistico-culturali verrà arricchito con nuovi siti;

b) l’offerta culturale sarà implementata con la creazione di nuovi poli museali che andranno ad affiancare quelli già esistenti;

c) in queste nuove realtà archeologiche e museali si dovrà provvedere alla creazione di servizi di carattere turistico-culturale e ad affidare la loro gestione, tramite bando pubblico, a soggetti privati che dovranno interagire con quelli che già operano in città in questo settore.

Quali saranno, nello specifico, le azioni che verranno condotte per realizzare il Piano Strategico per i Beni Culturali e attraverso quali canali di finanziamento?

  • Sede Operativa Soprintendenza ABAP

Il Piano Strategico non può prescindere dalla presenza, nel territorio, dell’Ufficio della Soprintendenza Abap. Con l’insediamento della Giunta, verrà immediatamente richiesto un tavolo di confronto con il MiBACT finalizzato alla riapertura della Sede Operativa a Porto Torres, fondamentale per il controllo e la salvaguardia del patrimonio, anche in virtù della programmazione dell’Amministrazione Comunale che punterà sul rilancio delle nostre risorse in questo campo.

  • Area archeologica di Turris Libisonis

– Con altrettanta urgenza verrà indetta, con i soggetti interessati, una conferenza di servizi tesa alla stipula della tanto agognata convenzione che consentirà all’area archeologica di diventare a tutti gli effetti un Parco archeologico.

– La convenzione dovrà prevedere una stretta collaborazione tra Comune, Soprintendenza e Polo museale e avrà tra i suoi obiettivi quello di accrescere il ventaglio di servizi turistico-culturali all’utenza, servizi che dovranno essere dati in gestione a soggetti privati attraverso un bando pubblico. Il Parco archeologico dovrà divenire, ancor più rispetto a quanto avvenuto finora, uno dei poli di attrazione per i turisti e luogo nel quale tenere eventi e manifestazioni pubbliche di carattere culturale.

  • Campagne di scavi archeologici

– Negli ultimi anni è diventato sempre più evidente il problema della mancanza di un progetto organico che consenta di pianificare campagne di scavi all’interno dell’area archeologica volte a riportare alla luce quella che viene definita, a ragione, la ‘Pompei sarda’. Una delle cause principali è la cronica carenza di finanziamenti pubblici. L’Amministrazione Comunale si prefigge l’obiettivo di avviare un’intensa interlocuzione con Soprintendenza Abap e con i Dipartimenti di Archeologia delle Università affinché, grazie a fondi comunali e regionali, possano essere firmate delle convenzioni con questi ultimi (seguendo esempi già sperimentati in città con notevole profitto) che permettano a docenti e ricercatori di avviare delle campagne di scavi archeologici con la partecipazione di laureandi e studenti. Come accade nel resto del mondo, ciò creerà un indotto economico determinato dalla presenza in città di accademici e studenti. Seguendo una tendenza recente, gli scavi potranno essere resi visitabili in funzione didattica a scuole e costituire un ulteriore motivo di attrazione per i turisti e i passeggeri che sbarcheranno dalle navi da crociera.

– La carenza di investimenti pubblici in questo settore può essere alleviata ricorrendo all’intervento di capitali privati: compito dell’Amministrazione Comunale sarà quello di coinvolgere gli investitori spiegando loro i vantaggi della fiscalità agevolata della quale godono i soggetti che dedicano parte delle risorse finanziarie in progetti nel campo dei Beni Culturali (un recente esempio virtuoso in città di mecenatismo privato in questo settore è stato il finanziamento del restauro delle tre statue lignee dei Martiri Turritani) e i benefici per l’immagine che da tale azione si avrebbero.

  • UniversitÀ

– L’Amministrazione Comunale chiederà ufficialmente all’Università di Sassari di essere presente in città, non solo attraverso la promozione di nuovi scavi archeologici, nell’area urbana ed extraurbana, ma anche con la creazione di una sede distaccata in cui svolgere le lezioni relative a discipline archeologiche e storiche. L’attività didattica sarà strettamente collegata all’attività di scavo effettuata dagli studenti e verrà svolta in locali che saranno messi a disposizione dal Comune. Anche in questo caso ciò avrà una positiva ricaduta sull’economia della città.

  • Ponte Romano

– A breve partirà il nucleo principale dei lavori destinati al restauro del Ponte romano e dell’area sottostante, prospiciente il Riu Mannu. Affinché le opere non vengano lasciate in un progressivo stato di abbandono (com’è avvenuto dopo l’ultimo recente restauro del ponte) in seguito all’ultimazione dei lavori, riteniamo che sia fondamentale l’inserimento del monumento all’interno del Parco archeologico. Non servirà una riperimetrazione di quest’ultimo ma, per dare continuità e godibilità nella fruizione turistica dei resti archeologici di Turris Libisonis e di questa stupenda zona della città, la nostra Amministrazione ha pianificato di chiudere in modo permanente al traffico delle autovetture il tratto della via Ponte romano compreso tra la rotatoria e i binari della ferrovia, bonificandolo e creando un’area pedonale attrezzata, senza che questo vada a detrimento dei proprietari delle abitazioni private che sorgono nei pressi. Ciò permetterà in futuro di condurre, con meno problemi, delle campagne di scavo in questo settore della città.

  • Torre aragonese

– Uno degli elementi cardine della riprogettazione del rapporto tra area portuale e area urbana è la completa rivisitazione degli spazi che metteranno in collegamento questi due settori della città. L’attuale situazione non è più sostenibile ed uno degli esempi più significativi è la condizione in cui versa la Torre aragonese, sotto gli occhi di tutti. Si dovrà partire con delle conferenze di servizi tra gli Enti competenti grazie alle quali si arrivi finalmente alla ratifica della procedura di sdemanializzazione e declassificazione dell’intera area (come già richiesto) e di concessione dell’utilizzo del monumento, oggi inagibile. La nostra Torre, nel recente passato, è rimasta esclusa dai fondi FAS impiegati per il progetto di restauro di molte torri costiere della Sardegna. Bisogna porre rimedio a questa grave mancanza e presentare con urgenza alla Regione un progetto di recupero dell’edificio e dell’area circostante. La nostra Amministrazione ritiene che la Torre debba rivestire un ruolo fondamentale nell’ambito dei percorsi turistici (alcuni dei quali specifici, come il progetto denominato ‘Il cammino delle 100 torri’) e ha deciso che il monumento dovrà essere reso fruibile ai visitatori con la creazione nel piano superiore di un ‘Museo della Torre aragonese’ dove verrà illustrata, attraverso pannelli e strumenti multimediali, la sua lunga storia. Il piano inferiore verrà invece destinato a biglietteria e Info point per i turisti che andrà ad integrarsi con l’Ufficio turistico della Stazione marittima e l’Info point presso il presidio della Basilica. Anche l’area antistante il monumento, quella che guarda verso la città, verrà attrezzata con pannelli didattici. La gestione del Museo e dell’info point sarà assegnata a privati tramite bando di gara pubblico.

  • Basilica di San Gavino

– Nel Piano Strategico per i Beni Culturali la Basilica di San Gavino ed il complesso monumentale di Monte Agellu ricoprono un ruolo preminente, sia per l’unicità del monumento sia per la posizione di assoluto rilievo che questo ha assunto nell’ambito del turismo culturale in città. Nonostante il restauro eseguito con il progetto ‘Cattedrali di Sardegna’ (fondi POR Sardegna 2000-2006), la Basilica mostra oggi un profondo decadimento dei suoi elementi architettonici e problemi di carattere strutturale. Decine di migliaia di turisti visitano il nostro gioiello, eppure non si è ancora riusciti a presentare in questi anni un progetto da far finanziare alla Regione Sardegna che ponga rimedio ad una situazione che mette in pericolo persino la sua fruibilità come luogo di culto. La nostra Amministrazione, in accordo e stretta collaborazione con i diversi soggetti che si occupano non solo della tutela ma anche dello studio del monumento e della gestione dei servizi turistico-culturali, si propone di realizzare un progetto organico da presentare alla Regione che contempli non solo il restauro e il consolidamento strutturale della basilica ma anche una più efficace sistemazione dei reperti custoditi al suo interno con la creazione di un’area musealizzata nella galleria della cripta. Andrà avviata infine un’intensa interlocuzione con la CEI per il finanziamento dei restauri delle cumbessias in Atrio Comita e chiuso definitivamente il tortuoso percorso per la fine dei lavori dell’Auditorium retrostante, una delle tante opere incompiute in questa città.

  • Chiesa di Balai Vicino

– Così come la Basilica, anche la chiesa di Balai Vicino ha urgente necessità di un di restauro strutturale. Gli ultimi lavori risalgono allo stesso progetto ‘Cattedrali di Sardegna’ impiegato per gli interventi sul San Gavino. È necessario quindi che la nuova Amministrazione si attivi prontamente con una scheda progetto da elaborare con la Soprintendenza Abap e con l’Ufficio dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi affinché parte delle somme che verranno richieste alla Regione Sardegna, per il finanziamento del restauro della Basilica, siano destinati alla chiesetta simbolo del culto verso i Santi Martiri Turritani.

  • Necropoli di Su Crucifissu Mannu

– L’occasione offerta dalla possibilità di accedere al PO FESR Sardegna 2021-2027 non può essere perduta e la nostra Amministrazione intende avvalersi anche di queste risorse per poter finanziare un progetto di acquisizione al patrimonio pubblico dei terreni (attualmente di proprietà privata) nei quali ricade la necropoli prenuragica di Su Crucifissu Mannu, già oggetto nel passato di scavi archeologici da parte della Soprintendenza (soggetto che si occupa della tutela e manutenzione del sito). Il progetto dovrà prevedere la creazione, in accordo con la Soprintendenza Abap, di un’area archeologica attrezzata per la fruizione turistico-culturale che dovrà essere inserita all’interno di circuiti turistici legati all’archeologia preistorica. La gestione dei servizi turistico-culturali nell’area della Necropoli di Su Crucifissu Mannu verrà affidata a privati tramite bando di gara pubblico. Considerato il notevole numero di visitatori che già attualmente si recano al sito, attualmente non custodito, questo consentirà una positiva ricaduta economica per l’economia della città.

  • Nuraghe Nieddu e sito archeologico di Biunisi

– L’Amministrazione Comunale individuerà, in accordo con la Soprintendenza Abap e sulla falsariga di quanto previsto per i resti di Turris Libisonis, dei siti di interesse archeologico nei quali poter intraprendere campagne di scavo che si possano effettuare adottando il sistema della concessione di scavo, rilasciata dal MiBACT, alle Università. Attraverso la stipula di una convenzione con questi soggetti e il finanziamento da parte del Comune l’Amministrazione vorrebbe cercare di valorizzare le emergenze archeologiche presenti in area extraurbana, ponendo le basi per poter ampliare così l’offerta di siti fruibili dai turisti. I siti che più si prestano a questo scopo sono l’area del nuraghe Nieddu e della Casa dei Padri Gesuiti, otto ettari di terreno ceduti nel 2014 da Syndial al Comune in comodato d’uso gratuito ed il sito archeologico di Biunisi, ubicato lungo la vecchia strada che conduce a Stintino. Nonostante l’importanza del sito e i soldi spesi da Syndial per realizzare la recinzione e la strada di accesso, l’area del nuraghe Nieddu è stata resa fruibile solo in occasione di alcune edizioni della manifestazione Monumenti Aperti. L’avvio di una campagna di scavi e un progetto di fruizione turistica permetterebbe di salvaguardare l’area e, attraverso la sua gestione affidata ai privati tramite bando pubblico, di avere una ricaduta economica nel territorio. Il sito archeologico di Biunisi, nel quale insistono emergenze archeologiche risalenti ad età nuragica, romana e medievale, ricade in una proprietà privata ed in passato era stato oggetto di interesse da parte del Comune finalizzato al restauro del nuraghe che vi sorge, restauro tuttavia mai eseguito. L’avvio di una campagna di scavi archeologici potrebbe costituire un importante attrattore e porre le basi per una futura valorizzazione del sito.

  • Polo Museale del Palazzo del MArchese

– Il Piano Strategico per i Beni Culturali prevede la creazione di nuove aree musealizzate concretamente finanziabili, facilmente realizzabili e con un immediato impatto sull’offerta turistico-culturale della nostra città. Pare infatti inutile inserire progetti da ‘libro dei sogni’, come spesso avvenuto in passato, sbandierati solo per il tempo di una campagna elettorale ma mai portati avanti durante il mandato amministrativo. Così come il ‘Museo della Torre aragonese’ o l’area musealizzata nella cripta della Basilica di San Gavino, un altro obiettivo raggiungibile è quello di creare nel Palazzo del Marchese un Polo Museale che andrà ad affiancarsi, nell’offerta turistico-culturale della città, al Museo del Porto ed alle aree archeologiche e monumentali. Attualmente nell’edificio è allestito, grazie alla concessione della famiglia (la quale gestisce anche la sua fruibilità), il Museo multimediale dedicato al noto artista turritano Andrea Parodi. Il Palazzo del Marchese negli ultimi anni è stato impiegato anche per attività di carattere culturale. La nostra Amministrazione ha deciso di progettare e realizzare un ‘Museo dell’abbigliamento e delle tradizioni Turritane’ che andrà ad occupare parte del piano superiore dell’edificio. Il progetto verrà elaborato con la collaborazione della Soprintendenza Abap e dell’ISRE nonché mettendo a frutto l’esperienza e le conoscenze scientifico-professionali maturate dalle associazioni folkloristiche cittadine in questi anni. La sua realizzazione consentirà di disporre al Palazzo del Marchese di due aree museali e di settori dedicati alle attività culturali, facendolo diventare a tutti gli effetti un vero e proprio Polo Museale la cui gestione dovrà essere affidata a privati attraverso un bando pubblico.